Teun Koopmeiners

ULTIME NOTIZIE ATALANTA KOOPMEINERS – Teun Koopmeiners, centrocampista dell’Atalanta, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport parlando degli obiettivi della Dea e della sfida con la Lazio. Queste le sue dichiarazioni:

Koopmeiners, a volte si pensa che con il Mondiale alle porte i calciatori non vogliano spremersi. Lei però non si ferma mai.
“Non sono stanco e la vedo all’opposto. La condizione la trovi giocando, se invece riposi o ti risparmi hai più possibilità di infortunarti”.

Eppure in una stagione così folle c’è il rischio di arrivare a gennaio “cotti”.
“Il calendario per l’Atalanta in fondo non è così stressante. Abbiamo pescato l’anno migliore per stare fuori dalle Coppe…”.

Domenica arriva la Lazio.
“Avversario tosto, che come noi si sta rivelando molto solido”.

Di fronte ci saranno le due migliori difese del campionato.
“L’ultima volta è finita 0-0, stavolta mi basterebbe un nostro gol…”.

Con Zapata al massimo in panchina e Immobile out, mancheranno i bomber.
“Ciro è fortissimo, ma la Lazio ha gli uomini per restare competitiva anche senza di lui”.

Dalle sue parti agirà Milinkovic. Un brutto cliente.
“Con tre gol e 7 assist ha preso parte a 10 gol in dieci giornate. Non serve aggiungere altro”.

Nello scorso campionato in casa avete vinto appena 4 partite. Che spiegazione si è dato?
“Premesso che i tifosi ci hanno sostenuto anche nelle difficoltà, credo che un anno fa abbiamo pagato una preparazione complicata a causa di qualche infortunio e di tanti reduci dall’Europeo. Io stesso sono arrivato a fine agosto”.

Prima della sosta, al Gewiss dovranno venire anche Napoli e Inter. Come ha detto Gasp, saranno sfide decisive per capire dove può arrivare la Dea?
“Il confronto con le più forti è sempre stimolante. Ma ora pensiamo alla Lazio”.

Però ci dica dove sarà l’Atalanta a metà novembre.
“Spero ancora tra le prime. E ci mancano i 2 punti di Udine…”.

Se le diciamo “scudetto” lei pensa a un sogno, a una missione impossibile oppure “perché no”?
“Perché no… Mi spiego meglio. Siamo appena all’inizio, può ancora succedere di tutto, ma qualsiasi atleta se le cose girano ed è convinto che ci siano margini di miglioramento, tende a guardare in alto e non in basso. Ma è anche vero che ci sono squadre più attrezzate di noi per stare in alto”.

In cosa potete crescere?
“In estate abbiamo perso dei senatori e preso gente nuova, compresi dei giovani. Con grande saggezza, in attesa che assorbissero le sue idee, l’allenatore è ripartito dalle basi, cioé dalla solidità difensiva. Ma già nelle ultime uscite siamo stati più propositivi e da gennaio ci avvicineremo al passato. Senza dimenticare che torneranno Zapata e i difensori titolari. Anche se Scalvini e Okoli stanno andando alla grande. A 24 anni, mi fanno sentire vecchio!”.

Con Gasperini i nuovi acquisti impiegano tempo prima di essere impiegati con continuità. Invece lei…
“Mi hanno aiutato un po’ tutti ad inserirmi, il mister mi ha spiegato cosa voleva e io, nell’attesa snervante che la trattativa si chiudesse, in Olanda avevo già studiato tante partite della Dea”.

Regista basso che sventaglia, centrale e trequartista. Che ruolo preferisce?
“Il mister mi vuole box to box, anche pronto a innescare i nostri velocisti col lancio lungo. Mi piace, ha un’idea base ma pretende che si sappiano interpretare anche altri spartiti. Se giochi sempre allo stesso modo, prima o poi gli avversari ti leggono”.

Torniamo agli obiettivi dell’Atalanta.
“Dobbiamo provare a fare il massimo e tornare in Europa. Possibilmente in Champions, che ha tutto un altro sapore”.

Uno eclettico come lei, di chi aveva il poster in camera?
“Di Thierry Henry. Ma il top era Zidane che faceva sembrare tutto facile. L’eleganza fatta persona”.

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