Kwadwo Asamoah

ULTIME NOTIZIE JUVENTUS CONTE ASAMOAH – Kwadwo Asamoah, ex laterale della Juventus di Conte e attualmente collaboratore italiano dell’agente Federico Pastorello, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport per parlare di un eventuale ritorno dell’allenatore del Tottenham in bianconero.

Asamoah, sarebbe sorpreso di rivedere Conte alla Juventus in estate?
“No, non mi stupirebbe perché negli anni ho imparato che nel calcio può succedere di tutto. E poi Conte è un allenatore di livello mondiale e alla Juventus ha già fatto un gran lavoro in passato. Un lavoro che poi ha continuato con ottimi risultati Allegri, un altro grande tecnico”.

Il ritorno in bianconero di Allegri finora non è bastato a risollevare la Juventus, fresca di eliminazione ai gironi della Champions League. Che idea si è fatto da fuori?
“Non ho visto tutte le partite della Juventus, ma in quelle che ho seguito la sensazione è che la fame, la determinazione e la spirito Juve che io appresi da Conte non sempre siano massimali. Manca continuità, che è una delle qualità fondamentali per indossare la maglia bianconera. Quando giochi nella Juventus, non esistono le partite “normali”: sono tutte decisive e lo sono in modo particolare quelle da vincere ad ogni costo contro le squadre di media-bassa classifica. È una questione di mentalità. Ai miei tempi Conte e i vari Buffon, Chiellini, Barzagli, Marchisio e Bonucci furono decisivi per trasmettere a me, ai giovani e ai nuovi certi valori. Adesso è rimasto Bonucci. Leonardo fa il suo, ma ora è un po’ solo… Mi spiace, ed è un peccato, non vedere più la Juventus del passato a cui eravamo tutti abituati”.

Se ripensa al Conte juventino?
“Il primo ricordo è il finale della stagione 2013-14. Avevamo vinto lo scudetto con qualche giornata d’anticipo, ma Conte non ne voleva sapere di rilassarsi. Ci voleva ancora sul pezzo al cento per cento perché voleva a tutti i costi tagliare il traguardo dei 102 punti. Alla fine ci siamo riusciti ed eravamo tutti molto soddisfatti. Conte è così, è un grande allenatore e un motivatore eccezionale: tanto in allenamento quanto in partita non ti fa mai rilassare. Vuole sempre andare al cento per cento ed è lui il primo a dare l’esempio. E poi cura molto i dettagli: con lui puoi sbagliare un passaggio, ma non una posizione”.

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