Massimo Giletti

ULTIME NOTIZIE JUVENTUS GILETTI – Massimo Giletti, giornalista e presentatore televisivo, nonchè grande tifoso della Juventus, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport parlando del derby contro il Torino.

La Juve ci sta mettendo del suo. La sconfitta con il Maccabi l’ultima goccia.
“Forse la pagina più nera degli ultimi anni. Haifa è una bella località di mare, ma non è famosa per il calcio e ci sarà un perché”.

Squadra in ritiro: si aspetta una scossa?
“Da una squadra che non ha spirito e voglia di giocare? Impossibile. Mancano i Buffon, i Barzagli, i Chiellini. La Juve di oggi è composta da ragazzi viziati che pensano più al look, ai social e agli affari loro. Gli uomini veri risolvono i problemi parlandosi in faccia, ma questi…”.

Insomma, è colpa dei giocatori?
“Non solo. Il crollo della Juve non parte da due mesi, è meno recente e riguarda la società. Sono anni che affrontiamo una discesa negli inferi. E quando si tocca il fondo si può sempre scavare per andare più in basso”.

Che cosa imputa alla società?
“Errori che nascono da lontano e miopie recenti. Da quando non c’è più Marotta, la Juve non è stata più capace di progettare. Tre allenatori in tre anni: ad Allegri è succeduto Sarri, quindi Pirlo, poi di nuovo Allegri, che è già finito nel mirino. Allegri è solo una parte del problema”.

Parliamo di campo: che cosa non va in questa squadra?
“È incomprensibile. La Juve gioca piccole frazioni da grande, ma finisce per sciogliersi come neve al sole. E nemmeno per l’involuzione di certi giocatori”.

Ce ne cita uno in particolare?
“Vlahovic. Le sue prime partite erano un inno alla potenza, alla forza fisica. Il contrario di oggi”.

Torniamo al derby: non si sente favorito sulla carta?
“Col Maccabi come eravamo? Penso che sia favorito il Torino e se vincessimo non cambierebbe nulla: a ottobre già sappiamo che la stagione sarà negativa. Abbiamo un bilancio economico compromesso dalla quasi sicura eliminazione dalla Champions. Nel 2023 ci sarà il centenario della proprietà Agnelli, mi aspetto decisioni radicali”.

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