Lautaro Martinez

ULTIME NOTIZIE SERIE A INTERL’Inter è tornata? Se lo chiede La Gazzetta dello Sport. Il bel pari di Barcellona e il successo fin troppo facile con la Salernitana. Lautaro che riprende a far gol e Barella che fa Barella. Gli ottavi di Champions a un passo e un campionato ancora da giocare. Ci sarebbe tutto per sognare, ma il Real Madrid ha spiegato che Xavi deve ancora prendere il diploma e Nicola e i suoi si sono presentati con la testa di chi non ci crede.

Di sicuro c’è un’altra Inter che ha ritrovato la sua identità, difesa più protetta e attacco veloce, il tutto esaltato da una mediana mai così creativa: giocando con due teorici 10 (Calhanoglu & Mkhitaryan) la qualità non può mancare. E in un campionato che non è la Premier questo fa la differenza. Bravo Inzaghi a pensarci, mentre altri cercano le formule dell’“equilibrio”. Ma meglio non dimenticare che una Salernitana così è un invito alla rinascita per tutti.

Calhanoglu play è un bel vedere: non è la prima volta che un tecnico intravede nel turco le caratteristiche di “tuttocampista” ideali per arretrare la regia. Sempre nel gioco, protagonista dello splendido assist per il 2-0 di Barella e anche solido in fase difensiva. Barella gli sta al fianco in impostazione, dosando le incursioni al momento giusto, senza strafare, tipo nell’azione del gol. Ma è utile anche Mkhitaryan, libero da compiti creativi, spesso il più avanzato dei tre e mobilissimo in orizzontale: un movimento che si porta appresso Coulibaly o Vilhena, aprendo corsie per Dimarco oppure per Calhanoglu.

La mediana della Salernitana a un certo punto va in tilt. Dzeko (2), Lautaro (2) e Skriniar potrebbero dilagare. A proposito di equilibri: i due esterni-attaccanti, Dumfries (inesauribile) e Dimarco, suggeriscono a Inzaghi una mediana di marcatori, con Acerbi per Bastoni. Contro la Salernitana è anche troppo.

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