Fiorentina-Inter 3-4

ULTIME NOTIZIE SERIE A FIORENTINA INTER – Ce l’ha messa tutta l’Inter per non vincere una partita che aveva già in tasca, ma non ce l’ha fatta. Si è imposta all’ultimo minuto di recupero grazie a un rinvio di Venuti sullo stinco di Mkhitaryan: 4-3. Un altro inno alla proverbiale Follia che le scorre nelle vene. Come riferisce La Gazzetta dello Sport, in vantaggio di 2 gol dopo un quarto d’ora, con due perle di Barella e Lautaro, ha riaperto il match con una ingenuità di Dimarco, costata il rigore di Cabral.

Brava la Fiorentina a crederci e Italiano a spingerla in avanti nella ripresa con il cambio di modulo che ha fruttato il 2-2 di Ikoné. Ancora avanti grazie a un rigore di Lautaro, i nerazzurri si sono schiacciati dietro favorendo il 3-3 di Jovic al 90’. All’ultimo respiro, il colpo di scena. A un certo punto, è sembrata una gara tra Barella e Lautaro che trascinavano e i compagni di squadra che remavano dalla parte opposta.

Per la terza partita consecutiva, Barella e Lautaro hanno segnato in coppia. Si stagliano come il Duomo sullo skyline della squadra. Il Toro, arrivato a 6 gol, ha raggiunto una maturità tecnica e agonistica impressionante: 3 gol di destro, 3 di sinistro, come nessuno in Serie A. Barella ha preso parte a 50 gol in Serie A. Alla sua età non lo aveva fatto nessuno. Dall’inizio della stagione scorsa ha servito ben 17 assist, come soltanto De Bruyne e Milinkovic. Due individualità che hanno pochi riferimenti al mondo.

Passata la paura, l’Inter adesso guarda felice i suoi numeri: 4 vittorie e il glorioso pareggio del Camp Nou nelle ultime 5. La risalita continua. La classifica e i numeri della Fiorentina invece sono brutti: un punto nelle ultime 4. Squadra paradossale: prima in campionato per possesso, per cross, tra le prime per tiri. Ma se non trasformi il gioco in gol e sbagli tanto in difesa è difficile essere felici. Anche ieri ha dimostrato tutti i suoi paradossi. Ma l’impresa sfiorata forse le darà una piccola spinta per riaccendersi, soprattutto in testa. Oggi è una squadra senza fiducia.

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