Nicolò Barella

ULTIME NOTIZIE INTER BARELLA MKHITARYAN CALHANOGLU – Simone Inzaghi ha trovato un baule pieno di monete d’oro. Un piccolo tesoro in mezzo al campo su cui costruire la risalita, tra Europa e Italia. Le decisioni del tecnico interista sono dipese sia dal flessore di Brozovic, il cui infortunio ha stravolto il centrocampo dalle fondamenta, sia pure dalla timidezza del suo vice-designato Asllani, che ha tanto talento da annaffiare ma ha bisogno di tempo per dare frutti.

Così l’allenatore dell’Inter – riferisce La Gazzetta dello Sport – ha dovuto ridisegnare la mediana nel momento più delicato, quando sembrava sull’orlo di un burrone: Calhanoglu nelle terre di Brozo è stato un misto di ordine, istinto e coraggio, fino al destro laser che ha dato tre punti e un pieno di entusiasmo e fiducia. La cara vecchia “mossa Pirlo” – centrocampista avanzato piazzato umilmente davanti alla difesa – ha avuto come conseguenza l’ingresso sul centrosinistra di Mkhitaryan e la conferma di Barella sul centrodestra. Un concerto di piedi buoni tutti insieme, tutti nello stesso attimo e in campo è cambiata la musica.

Dalla rete di Calha al Meazza in Champions a quella di Micki nel folle recupero di Firenze sono passate cinque partite, 450 minuti che hanno rimesso l’Inter ben dentro a questa stagione. Tra l’andata vittoriosa e il pari eroico nel ritorno al Camp Nou, c’è stato la vittoria fuori casa col Sassuolo e poi in coda le altre due sfide vinte in Serie A, contro Salernitana e Fiorentina: nel complesso i nerazzurri hanno ritrovato l’anima perduta all’inizio e hanno bellicose intenzioni di rimonta.

Calhanoglu si è scoperto un regista di lotta e di governo col Barcellona e poi ha mantenuto quel livello nelle partite successive, mentre Mkhitaryan ha diviso un po’ alla volta le consegne col compagno, dal dettare i tempi dell’azione a quelli della pressione. Che l’acquisto a zero dalla Roma fosse azzeccato era abbastanza chiaro, ma l’armeno si sta confermando alle altezze dei migliori della A: è uno dei quattro centrocampisti coinvolti in almeno 50 gol in A nelle ultime quattro stagioni. Assieme in questa nuova mediana nerazzurra, i due si esaltano nel nascondere i punti di riferimento agli avversari: quando uno si abbassa a ricevere, l’altro si infila come una freccia tra le linee nemiche.

La gestione di Calha e Micki, un gol a testa in questo pezzetto felice di stagione, non solo asseconda più velocemente il movimento delle punte, ma aiuta Barella nelle scorribande. Gli scalpi di Nicolò crescono, quindi, di partita in partita: dopo Barcellona e Salernitana, pure Firenze. Il numero 23 è il primo centrocampista ad aver segnato in tre presenze consecutive, meglio solo Ivan Perisic che arrivò a quattro nel marzo 2016. Barella non è solo il capocannoniere della mediana di Simone, ma un punto di riferimento europeo del genere, ancor di più dopo la prestazione da piccolo gigante nel Camp Noi.

Brozovic sta, però, recuperando a tempo di record e potrebbe strappare una convocazione presto, col Bayern Monaco o addirittura sabato con la Sampdoria. Non è un’eresia, ma per il croato ritrovare la vecchia, comoda poltrona da regista potrebbe essere più difficile del previsto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA