Maurizio Sarri

ULTIME NOTIZIE LAZIO SARRI – La Lazio più bella si è vista a Bergamo per due motivi: su quel campo, con un’intensità feroce, le partite vengono fuori in modo attraente e naturale, ma Sarri questa volta l’ha potuta preparare con la settimana classica di lavoro, senza impegno europeo, con una squadra fresca e sul pezzo da giorni. Si è visto il risultato abbinato alla prestazione da utopia. Quasi la perfezione.

Come riferisce il Corriere dello Sport, la Lazio ha svoltato vincendo senza Immobile. Ha capito di poter essere pericolosa e redditizia anche nell’occasione in cui mancava il suo centravanti, quattro volte capocannoniere in Serie A. Sarri ha trovato il piano B. Meno profondità e riferimenti, più palleggio.

Il tema, in qualche modo, lo aveva anticipato nella conferenza di vigilia. Si è tradotto sul campo nell’interpretazione di Felipe. Novanta minuti o quasi con le spalle alla porta. Ha attaccato poco la profondità, ma ha dialogato con i centrocampisti. Si è mosso tanto, portando in giro Demiral, che faticava a prenderne le misure. Non si è mai scomposto. Ha cucito il gioco e lo ha aperto sulle corsie esterne. Un tiro, un gol. Destro chirurgico per il raddoppio. Da posizione centrale, vede la porta. Sulla destra combina bene con Lazzari e Milinkovic, ma va molto meno a concludere.

E poi gli inserimenti di Vecino. Come diceva Sarri, nell’ultima azione della partita contro l’Udinese era arrivato davanti alla porta di Silvestri prima di Cancellieri. Bene, è successo anche a Bergamo con Felipe. Due volte al tiro. Si è inserito a ripetizione. Scattava per riempire l’area. Sono le sue caratteristiche. Mancando Immobile, l’uruguaiano ha intensificato la proiezione offensiva. Era lì, accanto a Felipe, anche nell’azione del 2-0. Avanti e indietro per il campo, stabilendo il record della partita: 13,2 chilometri.

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