ULTIME NOTIZIE MILAN LEAO GIROUD – Quando prende la tavola e ci salta su, Rafael Leao surfa a cento all’ora e ruba l’occhio, ma sulla pista dei gol il vecchio Olivier Giroud tiene il passo del velocista con le treccine e alla fine lo raggiunge sempre. Dodici centri in due, perfettamente divisi, il Milan assiste al botta e risposta lì davanti e gode: quando si accendono quei due, si accende il Diavolo.

Come riferisce La Gazzetta dello Sport è successo anche ieri, e l’evento è tutt’altro che secondario, perché i tre punti presi a Zagabria brillano come l’oro e possono fare ricco il Milan: se gli ottavi di finale Champions adesso distano appena un punto, è merito anche della coppia che scandisce le notti di gloria rossonere con i gol. Leao lo ha fatto a modo suo: madre natura lo ha dotato di gambe e tecnica fuori dal comune e lui li mette al servizio dei compagni con una puntualità impressionante rispetto ai blackout di un tempo. Magari lo vedi ciondolare sulla fascia per un po’, poi però tira fuori il colpo a effetto al momento giusto e gli avversari alzano bandiera bianca: segni particolari, solo reti spettacolari.

Al Maksimir ha aggiornato il saldo nel migliore dei modi, griffando una partita chiave, un dentro o fuori da non fallire per guadagnarsi una serata da gestire mercoledì prossimo con il Salisburgo. Oltre al gol, le solite giocate per gli altri: quando prende il compasso per poco non disegna la doppietta di Giroud, quando accelera ancora sulla sua corsia manda in tilt Ljubicic per il 4-0 dei diavoli. Un gol e mezzo, una notte da leader tecnico come il Milan gli chiedeva. Leao decisivo nei match decisivi: con gli ottavi quasi in tasca, è il riscaldamento ideale per le partite che Pioli e i suoi sperano di giocare da febbraio in avanti.

Sull’altra corsia del gol, quella centrale, continua a dettare legge Giroud: una partita in panchina, sabato scorso con il Monza, gli è bastata per applaudire il primo gol di Origi; a Zagarbia Oly ha ristabilito le gerarchie nel cuore dell’area. Un altro rigore, dopo quello ai croati nel match di andata, ma con un peso differente, per il Milan e per sé stesso. Perché ora il francese non è soltanto il giocatore più anziano a raggiungere i 20 gol in Champions (36 anni e 25 giorni). È anche il re delle trasferte del torneo con la musichetta: siamo a 15 centri segnati lontano da casa sui 20 complessivi, il 75% del malloppo. Solo Timo Werner del Lipsia può vantare lo stesso score tra i giocatori che in coppa hanno segnato almeno 15 gol.

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