Sandro Tonali

ULTIME NOTIZIE SERIE A MILAN TONALI – Il Bentegodi è lo stadio di Tonali, che ha affondato il Verona per il secondo anno di seguito, al culmine di un contropiede che sommava tutte le virtù sue e del Milan: la tenacia, la voglia di vincere, l’impeto, l’intuito, riferisce La Repubblica. Fiondandosi in area per scagliare in porta il diagonale in corsa del 2-1 sull’imbucata di prima di Rebic, imbeccato a sua volta da Leao nella veste occasionale di regista arretrato, l’erede ancora virtuale di Franco Baresi non ha soltanto cavato dagli impicci la sua squadra, che molto ha faticato per vincere una partita in teoria scritta.

Tonali, che nel finale si è avvicinato alla doppietta dello scorso anno propedeutica allo scudetto, ha soprattutto lasciato immutata la classifica. Il tentativo di aggancio al Napoli prima della sosta per il Mondiale proseguirà già sabato nel duello di San Siro col Monza di Berlusconi e Galliani, amarcord più suggestivo che felliniano.

Non è stato per nulla semplice contro l’ex Bocchetti, trentacinquenne neofita della panchina che ha saputo trasmettere carattere e organizzazione al Verona ereditato da Cioffi, pur senza stravolgerne tattica e interpreti, con l’eccezione del ripescato difensore Magnani. L’avvio pareva suggerire la goleada, visti il rapido 1-0 su classica fuga di Leao con scalognata autorete di Veloso e il quasi immediato 2-0 sprecato da Giroud.

Invece, complice l’assetto ultraoffensivo con la ripetizione della mossa più spregiudicata di Pioli, la conversione di Theo Hernandez in mezzala e il frequente allargamento di Tomori sulla fascia sinistra in fase di costruzione, gli scompensi del Milan hanno favorito il pari: da destra a sinistra il pallone è arrivato a Gunter terzino d’ala liberissimo, sul cui diagonale è stata fatale la deviazione di Gabbia.

Né il seguito della partita incoraggiava i propositi del Milan, in cui Pioli aveva azzardato il lancio dal primo minuto di Adli: l’ex oggetto misterioso, schierato trequartista per dare riposo a Bennacer, è ora un po’ meno misterioso, ma ha fallito l’occasione, suggerendo via via la piena metamorfosi con i graduali innesti di Rebic, Origi, Pobega e dello stesso Bennacer, decisivo non meno di Thiaw nel finale (salvataggio a corpo morto su Depaoli).

Stavano funzionando di più le mosse di Bocchetti: il centravanti di scorta Piccoli, appena entrato, ha colpito la traversa di testa. Poi, ha deciso tutto Tonali, la cui chiosa è perfetta: “Vincere partite come questa è fondamentale. Noi lo sappiamo meglio di tutti”.

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