Victor Osimhen

ULTIME NOTIZIE NAPOLI SASSUOLO OSIMHEN – Il Napoli si diverte e fa divertire, Victor Osimhen ne rappresenta bene la felicità massima. Il suo gioco, la sua sete di gol, la sua voglia di essere sempre protagonista, per tutta la partita, sono lo specchio della gioia del gruppo, della baldoria che coinvolge gli spettatori.

Come riferisce La Gazzetta dello Sport, Victor ha una media gol/minuti di 92,86. Un anno fa a questa giornata segnava ogni 159. Attualmente i grandi d’Europa non sono lontani: Neymar a 91, Kylian Mbappé a 88, Robert Lewandowski a 71. Erling Haaland sta infilando la porta ogni 54 minuti, ma è l’unico che si isola. Tutto il Napoli è una macchina da gol: 50 in 17 partite, per la settima volta ne ha segnati più di quattro in una gara.

Poteva sembrare difficile reinserirsi fra le meraviglie di Kvicha Kvaratskhelia, la concretezza di Giovanni Simeone, la delicatezza di Giacomo Raspadori. Ma se in una giornata come quella di ieri hai già infilato una doppietta dopo 19 minuti, se dopo 3 minuti e 9 secondi hai già fatto scatenare il pubblico, sono i compagni a inchinarsi, contenti di farlo. L’esultanza collettiva è il segnale di buona salute nello spogliatoio; il rigore che Osimhen aveva lasciato a Kvara, in Champions contro l’Ajax, aveva dimostrato i rapporti distesi anche fra le primedonne.

Quello di Osi è stato un crescendo entusiasmante: un gol in Europa all’Ajax, nella notte del rientro. Una rete per le statistiche, che ha solo aumentato il punteggio agli sgoccioli del match, ma un centro che gli ha dato carica e morale. Poi il Bologna, in cui ancora è entrato nel secondo tempo ma è il risolutore di una partita spinosa, una delle più complicate del Napoli in questo periodo: 3-2. Quindi l’Olimpico: anche in questo caso il match winner arriva dalla Nigeria con uno scatto felino, una difesa della posizione da centravanti dell’altro secolo e un tiro impossibile, ma che finisce all’angolo opposto.

Osimhen è il capocannoniere del torneo con sette centri, il suo primo tris in carriera, contando i maggiori campionati europei, lo ha spinto sopra tutti. La continuità si unisce alle bellezze di tutto il reparto. Kvara costruisce, lui ci mette il piede per la sponda del 2-0; oppure il georgiano si accentra per colpire di testa e Osi si allarga per sfruttarne la deviazione sporca, come nell’1-0. Il gesto della ballerina, come lo chiama Spalletti. A soli 23 anni sta studiando da leader? Sì, alcuni atteggiamenti sono più da giocatore (e da uomo) maturo, anche il Mondiale mancato può aiutare: significa non allontanarsi per tanto tempo da Napoli, poter lavorare con il gruppo senza ansie, senza dimostrazioni da dover dare.

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